Carmenere: storia e origine del vitigno

Il Carmenere è un vitigno di origine bordolese a bacca nera, che proviene principalmente dalla Regione di produzione vitivinicola del Médoc. Particolarità di queste uve è la caratteristica colorazione decisa ed intensa. Il Carmenere è un vino noto per le sue capacità di conferire rotondità e carattere, se mescolato con altri vitigni. Tuttavia il Carmenere viene anche commercializzato e venduto in purezza.

Diffusione dell’uva Carmenere

L’uva Carmenere deriva dalla “Vitis Biturica”, originaria del bordolese e giunta sul territorio transalpino in epoca romana; proprio dalla “Vitis Biturica” ha inizio la suggestiva storia del Carmenere. Sembra che la provenienza di queste uve sia riconducibile all’Albania: proprio dal porto di Durazzo l’uva dalla quale ha origine il prestigioso vino francese avrebbe raggiunto la Regione del bordolese. E’ proprio in questo storico territorio di produzione che dalla “Vitis Biturica” vennero successivamente selezionati il vino Carmenere, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, e ancora Merlot e Malbec.

Sul finire del XIX secolo le uve Carmenere sparirono quasi totalmente dal territorio francese a causa della filossera. Il Carmenere tornò tuttavia in voga alla fine del XX secolo, diffondendosi notevolmente oltreoceano, nella Cordigliera delle Andre ed in particolare in Cile ed in Perù.

Negli Stati Uniti il vitigno Carmenere viene utilizzato per la produzione di molti vini californiani. A partire dalla diffusione di queste uve nelle Americhe, la sua presenza in Francia è divenuta rara. Il principale produttore di vini Carmenere è oggi il Cile: sul territorio della Valle Centrale, vengono coltivati ben 8.800 ettari a uve Carmenere. Queste uve vengono inoltre coltivate negli Stati Uniti, principalmente nelle Regioni di California e Walla Walla.

Carmenere in Italia

L’Italia è il secondo produttore mondiale di vini Carmenere; il nostro Paese può infatti vantare una superficie di 4.200 ettari vitati.

La produzione di Carmenere nel nostro Paese è principalmente localizzata nell’Italia settentrionale. Le Regioni italiane nelle quali è incentrata la coltivazione di queste uve sono Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. In particolare la produzione di vini Carmenere sul territorio della Regione Veneto ha ottenuto la denominazione di origine controllata.

Come è arrivato il Carmenere nel Nord Italia

Proprio grazie alla notevole diffusione delle uve Carmenere in America Latina ed in particolare in Cile, molte persone considerano il vitigno una varietà tipicamente cilena.

Tuttavia poche persone sanno che queste uve sono diffuse nel nostro Paese dal moltissimo tempo. Nell’anno 2009 è stata inoltre riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata sul territorio dei Colli Berici, nella Provincia di Vicenza. Ancora una volta il territorio italiano è in grado di sorprendere, offrendo condizioni estremamente favorevoli per la coltivazione delle uve Carmenere: ciò avviene sul territorio dei Colli Berici, ma anche in alcune zone di produzione del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige.

Potremmo definire la storia dell’arrivo delle uve Carmenere nell’Italia del Nord-Est, davvero affascinante. Secondo alcuni studiosi la collocazione dell’origine del vitigno Carmenere non sarebbe riconducibile all’Albania, bensì alla Dalmazia. Sembra infatti che le viti di queste uve si diffusero notevolmente su gran parte del territorio dell’Impero Romano, partendo proprio dalle coste adriatiche della Dalmazia e giungendo specialmente nel bordolese: su questo territorio le uve divennero uno dei simboli dei più grandi blend del prestigioso territorio di produzione transalpino.

Tuttavia, per via della bassa produttività e della difficoltà delle uve di raggiungere una piena maturazione, specialmente in un contesto di clima atlantico che caratterizza il territorio francese, il Carmenere, a seguito dell’epidemia di filossera non venne particolarmente rimpianto in Europa, tanto che il vitigno venne dichiarato estinto.

Nel 1994, alcuni test effettuati sul DNA confermarono che il vitigno era tutt’altro che estinto, ma che aveva semplicemente viaggiato e si era per così dire nascosto nella storia. Con grande sorpresa di studiosi e coltivatori di tutto il mondo il vitigno venne ritrovato in Cile e nelle Regioni italiane del Nord Est: questi i luoghi nei quali il vitigno aveva proliferato e si era diffuso maggiormente.

Per quanto concerne l’area italiana, il vitigno raggiunse con grande probabilità il Nord-Est grazie ai molti viaggiatori che sostavano in questi luoghi, molti dei quali provenienti o di passaggio dalla Francia. Il Carmenere nell’Italia settentrionale fu identificato fino agli anni 50 con il nome di Bordeaux Nero o Cabernet Vecchio. Il vitigno fu spesso e volentieri scambiato con una varietà più debole, denominata Cabernet Franc.

Somiglianza tra uve Carmenere ed uve Merlot

Le uve Carmenere assomigliano molto alle uve Merlot; questi due vitigni vengono spesso e volentieri confusi. E’ tuttavia importante precisare alcune significative differenze tra queste uve, da un punto di vista ampelografico. Le foglie della vite Carmenere sono caratterizzate in giovane età da elementi che si esprimono in una tonalità rossa, mentre le foglie della vite Merlot sono bianche.

Le uve Merlot sono inoltre caratterizzate da una maturazione antecedente alle uve Carmenere (due, tre settimane prima).

Carmenere San Leonardo: un’eccellenza in tutto il mondo

Carmenere San Leonardo è un vino unico, grande patrimonio della grande tradizione vitivinicola italiana e in particolare trentina. Con molta probabilità il miglior Carmenere del Nord-Est, Carmenere San Leonardo proviene da una delle più antiche vigne nelle quali vengono coltivate queste uve, rappresentando di fatto con la sua innata capacità evolutiva, l’essenza di Tenuta San Leonardo.

Il vino nasce da una vinificazione con fermentazione spontanea, all’interno di piccole vasche di cemento per il tempo di rispettivamente 15, 18 giorni, caratterizzati da svariati rimontaggi giornalieri e délestage.

La fase di affinamento avviene per 24 mesi all’interno di barriques di rovere di primo, secondo e terzo passaggio. Grande è la tenuta di invecchiamento di questo gioiello San Leonardo, capace di arrivare fino ed oltre i trent’anni. Carmenere San Leonardo è disponibile in due formati: bottiglia 0,750 litri e magnum 1,5 litri.