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    Levarietà

    All’interno delle antiche mura della Tenuta coltiviamo da sempre vitigni internazionali. Le varietà sono il Cabernet Sauvignon, il Carmenère, il Merlot, il Cabernet Franc e il Petit Verdot. Nel nord della nostra regione invece coltiviamo il Sauvignon Blanc ed il Riesling.

    Sistemidi allevamento

    All’interno della tenuta le vigne sono allevate secondo sistemi diversi. Dalla tradizionale Pergola Trentina, al Guyot sino al cordone Speronato cercando di far esprimere al meglio il loro potenziale tendevo conto del terreno su cui crescono.

    IlCarmenère

    Il famoso Carmenère di San Leonardo fu introdotto nella Tenuta alla fine dell’800.
    Il vitigno si ambientò perfettamente ma fu erroneamente chiamato Cabernet Franc come in altre zone d’Italia. Per molti anni se ne erano perse le tracce.
    Fu identificato negli anni 80 grazie all’aiuto del Professor Scienza.

    Oggi grazie a selezioni massali continuiamo a preservare questo vitigno che dona una grande identità a tutti i nostri vini rossi.


    Lestagioni

    Ogni stagione è fondamentale per il ciclo della vite.

    L’inverno è il momento di riposo per le vigne; è il tempo delle potature e quando la neve scende è sempre una dono, un vecchio proverbio racconta: “Sotto la pioggia fame, sotto la neve pane”.
    Infatti la neve isola termicamente le radici delle piante senza farle ghiacciare e le tiene umide durante il lungo inverno.


    La superficie vitata della tenuta ricopre in tutto 30 ettari: ad un’altitudine attorno ai 150 metri s.l.m. Su terreni ricchi di ciottoli, che furono il letto di una diramazione dell’Adige, sono state impiantate le vigne del Merlot mentre è prevalentemente un suolo sabbioso quello che tra i 150 ed i 200 metri s.l.m. accoglie Cabernet Sauvignon e le antiche vigne di Carmenère.
    Tutti terreni a bassa fertilità e ben drenati da cui nascono uve che una volta divenute vino garantiscono una quantità di
    antociani davvero inusuale, e non solo per il Trentino.
    Talmente inusuale da fare di queste terre un tempo chiamate Campi Sarni una enclave del tutto unica che meriterebbe una propria identità ufficialmente riconosciuta.
    La vite nei Campi Sarni era presente fin dal 900 dopo Cristo ma tutto cambia ed oggi la viticoltura nella Tenuta San Leonardo prevede filari con vari orientamenti che seguono le pendenze, per sfruttare al massimo la luminosità solare.
    Le densità variano a seconda del periodo di impianto e del
    tipo di allevamento: 6.600 ceppi ad ettaro per i vigneti a filare, quindi quelli a guyot e a cordone speronato con una produzione al massimo di 60 quintali per ettaro e 1.750 per la pergola doppia trentina riservata anche al Carmenère, che per dare uve importanti richiede potature severe che limitano la produzione a non più di 90 quintali per ettaro.